


Mede è divisa in 10 rioni.


E' il più antico nucleo di Mede. Nel drappo vediamo sopra il giallo,colore del sole, un tratto nero nel quale appare la rocca bianca di Mede. Qui trovarono posto in particolare le botteghe dei maniscalchi, qui si fermava la cavalleria per il cambio dei ferri agli zoccoli dei cavalli. Nel campo giallo l'antica pompa: "la Surba d'la roca bianca" una volta pozzo per abbeverare i cavalli. I simboli sono gli attrezzi da maniscalco e fabbro, ferro da cavallo e chiodi per fissare i ferri agli zoccoli.


La piazza centrale di Mede venne realizzata nel 1856, quando il comune con verbale di incanto del 14 maggio, acquistò la casa Tagliacarne erelativo giardino. Venne chiamata giaratta a ricordo del ghiaietto che ne ricopriva la superficie. I colori della bandiera sono quello rosso del comune ed il giallo della chiesa con il profilo del Civico Palazzo e della Parrocchiale. Il quartiere ospitava vari artigiani: sellai, stampatori, sarti, flebotomi.Vi erano le scuole. I simboli del quartiere sono: leva per cavare i denti, attrezzi da sellaio e da sarto, caratteri da stampa, abbecedario.


Il quartiere del Busch era un tempo uno stretto viottolo di campagna, segnato da una siepe di rovi che strappavano dai carri l'erba, il fieno, la paglia. Pertanto vi era nel viottolo una perenne 'stragià ' di pagliuzze, ' ad busch'. La bandiera è azzurra come il cielo, vi è un carro che passa fra due siepi. Erano qui attivi gli zoccolai, gli squadratori che lavoravano il legno, altri fabbricavano ceste. Simboli sono un fascetto di pagliuzze e gli attrezzi da zoccolaio.


Il quartiere ricorda una antichissima croce di legno qui collocata dopo una pestilenza del secolo XVII. Il drappo è rosso con croce bianca. Il quartiere ospitava i falegnami ed i fabbricanti di carri e di carrozze. I simboli sono: un pialletto da falegname, una sega e dei manufatti di questo artigianato.


Il nome ci dice che questo rione un tempo era campagna e tutto il verde e il cielo e le capitozze, i 'gab', che mantenute a misura d'uomo avevano la funzione di offrire rami per far fascine e salici per legarle e poi legna per il camino e per far le cose necessarie al mondo agricolo del tempo.Il drappo del rione è di color verde come i campi che lo hanno ospitato e vi sono le capitozze allineate in 'gabà'.
In questo quartiere erano particolarmente attivi i muratori e gli imbianchini.I simboli sono una cazzuola da muratore, una livella, un pennello da imbianchino, una squadra, un rametto di capitozza.


Era il quartiere malfamato, nato ai tempi della dominazione spagnola.Venne poi nobilitato dall'artigianato dei fornai che vi si stabilirono. Nel drappo, il colore nero è indice dell'oscurantismo spagnolesco. Rosso e giallo rievocano i colori di Spagna, nel disegno coltello, spada, bocca del forno e pala da forno. I simboli sono rappresentati da un grosso pane con un coltello piantato. Il quartiere dei fornai confina con San Roc, il quartiere del molino, della farina per fare il pane di grano, il 'pan risin', il 'pan melga', il 'pan mastura'.


Al Pasquà, la zona dell'antico pascolo di Mede, divenne poi anche il quartiere dei tessitori e dei fabbricanti di olio. Al canton dei "tissiu" e dei 'juliè". La bandiera ha il colore marrone, segno di terra ed il giallo del sole che la inonda. Nel disegno le mucche al pascolo, una navetta da tessitore ed un torchio per spremere i semi oleosi. I simboli sono: un mazzo di erba fresca, una bottiglietta o una latta di olio, una spola di filato e un pezzo di tela fatta a mano.


L'antica chiesa degli Angeli era nel 1700 in Piazza Giaratta. La chiesa che da il nome al rione fu oratorio del Convento dei Padri Francescani Riformati sino al 1807 quando Napoleone ne soppresse l'ordine. I frati vi avevano studio di teologia, una ricca biblioteca ed una rinomatissima farmacia. Il drappo bianco ricorda la cotta bianca dei confratelli degli Angeli e della Buona Morte, poi una storta da farmacista, un libro e due piccole candele che nel giorno di san Biagio venivano appoggiate alla gola per proteggerla dalle malattie. I simboli: una storta da farmacista, un libro antico, due candeline incrociate, un attrezzo da bottaio, un uovo per ricordare il commercio dei polli che si svolgeva nel rione ed in modo particolare in "tla piasa di puj''.


Il cantone ricorda un'antica edicola in quel tempo in mezzo ai campi dedicata a san Bernardo il frate che con i confratelli del suo ordine,agricoltori per vocazione divina, avviò l'opera di bonifica di questa terra che pareva condannata alle paludi, alle sabbie, alle ghiaie. La bandiera ha il color marrone della terra che sta nella parte bassa sormontata dal verde dei fertili campi. Nel disegno i monaci prosciugano le paludi. I simboli sono le tife i batalù, frutti delle paludi ed il riso e il grano, frutti dei campi fertili.


San Rocco, santo popolare come il quartiere che ospita la sua chiesetta. Sembra che il santo di Montpellier abbia voluto distribuire tutte le sue ricchezze per venire ad abitare in questo cantone per guardare il molino,il suo molino, quello più antico di Mede "al mulin ad San Roc", gestito ininterrottamente dalla stessa famiglia, quella dei Masinari che ha preso il nome dalla professione "masnà", macinare. E' sempre stato il quartiere del molino di Mede. Un molino in mezzo ai campi mosso dall'acqua. I simboli del quartiere sono la farina, il riso e gli attrezzi da mugnaio.
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